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Existenzminimum

(standard abitativo minimo ammissibile)“agire con scelte ragionate per rendere un oggetto funzionale ed economico”


La signora Grete Schütte-Lihotzsky,
The
Logical Housewife,
nel 1925 progettò la "Cucina di Francoforte" per le Siedlungen di Ernst May.
Questo progetto diventa subito una delle esperienze più significative nell’ambito del Funzionalismo, in quanto esso rappresentò il risultato pratico di una serie di ricerche su nuove soluzioni progettuali fatte dall’architetto viennese nell’ambito dello studio delle abitazioni per l’Existenzminimum.
La progettazione di questo nuovo modello di cucina scopre la continuità dei piani d’appoggio dei mobili, che dovevano
avere la stessa altezza da terra, la loro distribuzione in pianta secondo uno schema ad "U", in modo tale che tutti gli strumenti della cucina fossero a portata di mano, la disposizione del tavolo vicino al davanzale della finestra per
ottenere la migliore illuminazione della zona di lavoro della massaia.
Prima cucina modulare e componibile: un meccanismo coerente e logico delle parti, ognuna subordinata all'altra e posizionata per ottenere il massimo rendimento.
I dettagli ed i materiali utilizzati per realizzare ogni singolo pezzo degli arredi della cucina erano studiati per assolvere ad una precisa funzione; i pensili e gli armadi erano tutti allineati e ad incasso per evitare l’accumulo di polvere; i pavimenti erano in mattonelle e le pareti in piastrelle; la lampada era agganciata al soffitto mediante un binario che permetteva di illuminare ogni angolo della cucina in modo puntuale e là dove ve ne era maggiore necessità.

(con il contributo di
www.archimagazine.com)